EUGENIO FINARDI

Sul palco del The Place si è trovato davvero a suo agio. Come un ritorno alle origini, un piccolo viaggio nel passato, non solo personale ma della sua stessa musica. Eugenio Finardi ha saputo regalare un concerto appassionato e sincero, durante il quale è venuta a galla tutta la voglia di mettersi ancora in discussione che fa del cantautore milanese un artista profondamente attuale. Il contatto con il pubblico, i momenti "sopra le righe", l'emozione di sentirsi osservato da tutto il mondo (amici giapponesi compresi!) hanno reso la serata a dir poco speciale… come spiega lo stesso Eugenio nell'intervista rilasciata dopo il concerto, disponibile nella sezione "gallery".

BIOGRAFIA

Eugenio Finardi, a pieno titolo nella lista dei cantautori italiani più noti ed influenti di sempre, è un artista poliedrico che ha saputo viaggiare tra generi musicali differenti, mantenendo comunque immutato il suo inconfondibile stile. Cantante, autore, chitarrista e pianista è nato a Milano il 16/07/1952 e cresciuto in una famiglia "musicale" (la madre cantante lirica americana, il padre tecnico del suono). Fin da bambino mostra uno spiccato talento per la musica tanto che a nove anni incide il suo primo disco: una canzone per bambini "Palloncino rosso fuoco". Nel 1972 firma il suo primo contratto discografico con la casa discografica fondata da Battisti e Mogol, Numero Uno, dove "militava" anche Demetrio Stratos. Quando Demetrio Stratos fonda gli AREA e passa alla Cramps di Gianni Sassi, vuole con sé anche Finardi, e con questa etichetta realizza nel 1975 il suo primo album, "Non gettare alcun oggetto dai finestrini", un disco rock italiano che si distacca dalla corrente produzione in quanto unisce l’arte dello scrivere canzoni con il rock, non puntando, insomma, sul genere progressive che dominava la scena del rock italiano di allora. Con l’uscita del disco iniziano anche le tournèe: la prima come supporto di Fabrizio De Andrè, che per la prima volta si impegna in un lungo tour italiano, la seconda, assieme a Lucio Fabbri, come supporto alla PFM. Che Finardi fosse un "cantautore" piuttosto particolare e personale viene confermato l’anno seguente con la pubblicazione di "Sugo", l’album che lo porta al successo, soprattutto in virtù di una canzone, "Musica ribelle", che ben esprimeva la sua passione per un rock combattivo e impegnato nel quale la componente musicale ha lo stesso peso del testo e, al tempo stesso, la sua originalità in un panorama della canzone d’autore che con il rock aveva poco o nulla a che vedere . Nel 1977 esce "Diesel", un vero capolavoro di rock forte e impegnato che fotografa una realtà tutta italiana in canzoni semplici e dirette, appassionate e vivaci come era la vita di Finardi all’epoca, costantemente in tour, sempre alla ricerca di nuove sonorità, pronto ad allargare il campo del suo intervento musicale anche a elementi come il jazz e la fusion, il funky e la musica nera. Il 1978 è un anno di cambiamenti, il più importante dei quali è la collaborazione con il gruppo Crisalide, (Cerri, Spina, Vitolo, Ninzatti) che contribuiscono in maniera determinante alla realizzazione dell’album "Blitz" che contiene l’indimenticabile "Extraterrestre" e del seguente "Roccando Rollando" del 1979. Nel 1987, dopo vari dischi ed un periodo negli States, si mette al lavoro per l’album che costituisce una svolta nella sua carriera, "Dolce Italia", ricco di nuove sonorità, e segnato dall’inizio della collaborazione con Vittorio Cosma, co-produttore anche dell’album seguente, "Il vento di Elora", del 1989, dove questa ricerca diventa più completa e precisa. Il tecnico del suono e sassofonista dell'album è Paolo Panigada che in quel periodo è tra i fondatori di "Elio e le Storie Tese". Anni dopo, con l’avvento del nuovo millennio, Finardi si sente sempre più stretto nel ruolo di Cantautore costretto ad interpretare solo le proprie canzoni e si appassiona sempre di più all’Interpretazione pura, in un progetto artistico che mette al centro la Musica. Accetta quindi con entusiasmo la proposta di Cosma e Porciello di creare uno spettacolo di musica sacra per la rassegna "La Musica dei Cieli", ritrovando, ai fiati, Giancarlo Parisi di cui aveva prodotto il primo album "L’Otre di Eolo". Nasce così "Il Silenzio e lo Spirito": quattro laici profondamente sensibili alla spiritualitá si avventurano in un viaggio attraverso diverse espressioni del "cantare il divino" dalla classicissima Corale dalla Cantata bwv 147 di J.S.Bach a Battiato con "Oceano di silenzio", dalla "Buona Novella" di De André al Gospel di "Motherless Child" passando per Leonard Cohen e tradizionali "Novene" siciliane per zampogna. "Il Silenzio e lo Spirito" verrà replicato, nel dicembre 2002, in sei chiese della provicia di Milano.

Importante il suo rapporto con il Blues, accompagnato alla voglia di suonare la chitarra elettrica: "Alla mia età di solito ci si aggrappa alla giovinezza - ha detto in un'intervista recente - comprandosi, potendo, una Porsche o un'Harley, magari facendosi l'amante ventenne. Io ho deciso di comprarmi le chitarre che sognavo a 16 anni e di liberare, finalmente, il blues che avevo dentro. quello che suonavo prima... di Finardi".