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E’ stato definito da molti l’evento discografico dell’anno. Pino Daniele ha pubblicato “Ricomincio da 30”, il primo vero The Best della sua carriera, ed ha scelto una location particolare per presentarlo alla stampa. Sul palco del The Place un evento davvero speciale, che ha regalato profonde emozioni e lasciato un ricordo meraviglioso a tutti i presenti. Il 12 maggio Pino Daniele ha ritrovato qui il suo supergruppo (Tullio De Piscopo alla batteria, Tony Esposito alle percussioni, James Senese al sax, Rino Zurzolo al basso e Joe Amoruso alle tastiere) per un mini-concerto a dir poco indimenticabile.

Lo show-case

Era una platea di prestigio quella seduta lo scorso 12 maggio davanti al palco del The Place. La crema della stampa nazionale, con i più influenti giornalisti musicali, discografici e personalità del mondo dello spettacolo. Quando la notizia che Pino Daniele avrebbe presentato il suo ultimo album nel club romano, la caccia ai biglietti si è scatenata subito. Peccato non aver potuto accontentare tutti, ma del resto sarebbe servito il San Paolo di Napoli per non lasciar fuori nessuno! L’artista partenopeo in trentuno anni (quanti ne sono passati da “Terra mia”, il primo disco, uscito nel 1977) ha fatto davvero tanta strada ed ha raccolto una schiera di fan enorme. Anche per questo la scelta di tornare sul palco con i suoi amici di sempre, quelli che hanno accompagnato gran parte della sua carriera: da De Piscopo a Senese, passando per Tony Esposito e Rino Zurzolo. C’erano tutti, carichi di energia e vogliosi di suonare con la passione che solo i veri artisti covano dentro. Con loro sul palco Pino è riuscito ad esprimere al meglio l’anima della sua musica, proponendo uno show-case davvero emozionante: si comincia con Yes I know my way, poi Pigro e il singolo inedito che traina l’ultimo album, Anema e còre. Ma il momento più toccante arriva con Napule è, il suo più vecchio e più suonato brano, che raggiunge la parte più intima di tutti i presenti. Nel mezzo del concerto l’intervento a sorpresa di Fiorello, in diretta radiofonica durante il suo programma su Radio Due. Qualche scambio di battute, l’imitazione che fa sorridere di gusto Pino, prima di restituire la linea: un momento che ha resto ancora più speciale quella giornata. Poi un incontro con i giornalisti, una chiacchierata informale nella quale Pino Daniele ha raccontato un po’ di sé, con la consueta sincerità e serenità.

Com’è stato ritrovarti con i vecchi amici?

Divertente! Ognuno di noi adesso ha una sua vita. Ci siamo ritrovati con grande serietà, siamo più maturi e siamo pronti ad affrontare qualunque tipo di situazione. Prima invece eravamo un po’ più irruenti, un po’ più nervosi sulle nostre realizzazioni. Oggi siamo abbastanza tranquilli.

In Anema e còre dici “ la mia fede è solo in quello che si vede ”. In questo momento, c’è qualcosa in cui credi e che vedi ?

Quelle che si vedono sono le cose che ci circondano. Se stanno bene allora stanno bene, se no cerchi di cambiarle. Smettere di sperare, smettere di credere nella propria capacità di cambiare le cose secondo me è un’idea sbagliata. Per questo io credo nei sogni. I sogni possono trovare spazio nella realtà.



Vaimo’2008, il concerto evento che si terrà a Napoli l’8 luglio, verrà realizzato allo stadio San Paolo di Napoli. Perché non nella più storica piazza del Plebiscito ?

A piazza del Plebiscitio sarebbe stato impossibile per un fatto di costi. Non potevamo realizzare un concerto del genere gratuitamente. San Paolo è invece uno spazio straordinario, un po’ il cuore della Napoli di oggi. Per realizzare un concerto c’è bisogno di un certo tipo di attrezzature e organizzarlo lì permette di realizzarlo in un certo modo, come lo volevamo.

Hai iniziato la tua carriera musicale da autodidatta. Per i giovani, qual è il segreto per diventare un grande musicista come te?

Il segreto è la disciplina. E poi bisogna amare la musica. Io ho due cose nella mia vita: la mia famiglia e la musica. Fare della musica per me è un modo come un altro per entrare in una dimensione e comunicare le emozioni alla gente. Studiare uno strumento è invece una disciplina tecnica, che deve piacerti, che comporta tanti sacrifici.

Negli ultimi anni la musica è cambiata molto.I giovani sono costretti a comprarla o per così dire a “rubarla” attraverso i download. Cosa ne pensi?

La musica non è cambiata. È cambiato il supporto, ma la musica non sarà mai in crisi. È cambiato anche il mercato della musica, che adesso dovrà adeguarsi. Tutto questo non solo per un fatto di soldi, ma proprio per poter avere degli investimenti da poter successivamente utilizzare per i nuovi talenti. Quelli che funzionano di più sono sempre i grandi nomi, anche a livello internazionale, mentre i nuovi talenti hanno bisogno di più investimenti per poter uscire fuori. E questo è ormai possibile solo adattandosi al mercato del web.

Qual è il tuo rapporto con Internet?

Il mio è un rapporto abbastanza “informativo”. Io non sono molto capace, però i miei figli sono bravissimi. Quindi sfrutto i figli al massimo!

Puoi parlarci di questo omaggio a Massimo Troisi?

La mia amicizia con Massimo non l’ho mai voluta pubblicizzare, perché è una cosa mia. Questo progetto è arrivato in un momento della mia vita in cui ho capito che la mia amicizia con Massimo era un’amicizia importante non solo da un punto di vista umano, ma anche da un punto di vista artistico. Quando è venuto a mancare lui, è venuta a mancare una parte di me. Insieme eravamo convinti di fare opinione, potevamo combattere contro chiunque. Ritrovandomi poi da solo, uno dice “Mah, so’ rimasto da solo!”, nel senso che mi sono trovato da solo a combattere contro cose che “nessuno mi capisce”. E quello che ho scritto sul disco è come un biglietto lasciato ad un amico senza tante frasi strane.



“Spero di tornare presto al The Place, con un concerto vero”. E’ stato proprio lui, Pino Daniele, a dirlo prima di salutare lo staff. Un gesto lusinghiero, una speranza che si è accesa in tutti quelli che fanno parte della squadra: è stato bello sentir dire a Pino... questa è casa mia! Un ringraziamento va a tutto il personale, agli organizzatori e a coloro che, anche in questa occasione speciale, hanno fatto sì che la passione rendesse l’appuntamento una data ancor più memorabile, da segnare negli annali del The Place.